
Highlights
- Un nuovo approccio al mondo dell’Himalaya: condivisione, sostenibilità , lentezza
- Le innovative strutture del progetto Shakti: Stok Village House, Taru Village House, Nimoo Vilage House
- Trekking non troppo impegnativi negli scenari naturali del Ladakh e nella valle dello Zanskar
- Emozionanti discese di rafting
- Un contatto diretto con gli abitanti dei villaggi in cui saremo ospitati, alla scoperta della vita quotidiana e dei ladakhi
- Visite ai monasteri buddisti di Thiksey, di Hemis, di Phyang e di Alchi; al Palazzo Reale e alla splendida valle dell’Indo
Nuovi sentieri dell’Himalaya
La regione del Ladakh si aprì agli occidentali solo nei primi anni del XIX secolo, quando alcuni esploratori (Mooncroft tra i più conosciuti) iniziarono a tracciarne le prime mappe. Prima di allora la storia del Ladakh fu profondamente connessa a quella del Tibet essendo stato per alcuni secoli una provincia indipendente di quel regno.
Nonostante sia stato annesso recentemente all’India (nel 1800), la cultura e le tradizioni di origine tibetana non sono state minimamente influenzate dalla pressione culturale del paese dei milioni di Dei. In parte dovuta all’isolamento geografico e alle condizioni climatiche, l’autonomia culturale mantenuta nei secoli ne ha fatto l’ultima espressione di una cultura che viene lentamente distrutta nel Tibet Cinese.
In realtĂ le origini culturali di questa affascinante protrusione naturale dell’altipiano tibetano sono ancora piĂą lontane: all’epoca dell’impero Kushan (100 a.C. – 400 d.C. circa) i Mon, popolazione del nord dell’India, compiono per motivi ancora non chiari una difficile migrazione attraverso la regione di Kulu (l’odierno Himachal Pradesh) penetrando nell’attuale Zanskhar: ad essi sarebbero attribuibili le basi della cultura del Ladakh. Venuti a contatto con il Buddismo, i Mon sarebbero gli artefici delle prime grandi sculture rupestri della valle dello Zangskhar.
In epoca successiva ma tutt’ora incerta, i Dardi penetrarono nel Ladakh risalendo l’Indo dalle regioni di Chitral e di Gilgit ed occuparono le terre e le oasi di fondovalle scacciando i Mon verso le terre aride delle valli superiori. Sarebbero infine giunte le popolazioni dell’altipiano tibetano che si insediarono stabilmente nelle terre poste piĂą in alto, scacciando i Mon che in pratica si estinsero e convivendo senza problemi con i Dardi poichĂ© le due economie riuscivano ad integrarsi.
Il Ladakh, oltre che per gli splendidi scenari che ricordano i deserti d’alta quota del plateau Tibetano, deve il suo fascino ai moltissimi monasteri buddhisti di tradizione “lamaista” sparsi nelle sue valli. La maggior parte dei complessi monastici fonda le proprie origini nel XVI secolo. Thikse, che si erge su una collina, ci fa pensare al Potala di Lhasa. Alchi, con i suoi meravigliosi mandala dipinti sui muri, ci riporta al monastero di Shalu e al regno di Guge nel Tibet occidentale. Ridzong, famoso per la sua disciplina monastica, addossato alla parete di una montagna, ci fa pensare ai misteriosi monasteri scoperti da esploratori come Sven Hedin o altri che percorsero quelle regioni tanti anni fa. Gli stupendi affreschi in alcune sale nel monastero di Hemis e nei palazzi di Shey e Basgo testimoniano l’interessamento per l’arte della dinastia reale dei Namgyal.
Crediamo che un territorio così ricco di cultura e affascinante dal punto di vista paesaggistico non poteva che essere approcciato attraverso un progetto innovativo.
Iniziato alcuni anni fa con l’obiettivo di creare un accesso privilegiato a zone uniche per bellezza e fascino, si basa su strutture ecosostenibili e perfettamente inserite nella realtà sociale e culturale dei luoghi. Ci muoveremo tra piccoli Resort immersi in scenari naturali e culturali specifici, interi villaggi ristrutturati con l’obiettivo di offrire ottimi standard di accoglienza senza però perdere le caratteristiche locali tradizionali. Luoghi in cui gli ospiti partecipano del contesto dimenticandosi di essere “turisti”, vivono un’esperienza con la lentezza che sempre più raramente si riesce a trovare in viaggio.
Un modello affascinante per un contesto ideale. Shakti infatti non è solo questo ma rappresenta uno stile di viaggio contraddistinto da valori imprescindibili: il coinvolgimento personale, l’abbandonare i ritmi a cui siamo abituati e l’aprirsi alle culture locali che, finalmente, potremo conoscere senza filtri eccessivi.
Itinerario in uno sguardo
Giorno 1. Partenza dall’Italia con volo di linea per Delhi via Bruxelles. Arrivo e trasferimento privato in hotel
Giorno 2. Giorno libero a Delhi. Hotel
Giorno 3. Trasferimento aereo Delhi – Leh. Trasferimento privato a Stok. Stok Village House
Giorno 4. Escursione a piedi allo Stok Palace. Visita da parte del Goba. Stok Village House
Giorno 5. Visita al monastero di Thiksey (facoltativa). Escursione a piedi al monastero di Hemis. Stok Village House
Giorno 6. Overland Stok – Taru. Taru Village House
Giorno 7. Hiking da Umla a Nimoo. Nimoo Village House
Giorno 8. Visita di Nimoo. Escursione alle gole dello Zanskar: Chilling – Nimoo. Lezione di cucina ladakha. Nimoo Village House
Giorno 9. Visita del monastero di Alchi (o di Lekir). Nimoo Village House
Giorno 10. Trasferimento aereo Leh – Delhi. Trasferimento privato in aeroporto
Giorno 11. Partenza con volo di linea per l’Italia via Bruxelles. Arrivo in Italia
Dettaglio quote a persona
€ 3.450 (min. 2 persone)
Supplemento singola non disponibile
Le quote comprendono
Voli di linea in classe economica (Jet Airways) da e per Delhi
Trasferimenti da e per aeroporti e stazioni (con accoglienza dello staff locale)
Trasferimenti aerei Delhi-Leh e Leh-Delhi
Tutti i trasporti con mezzi privati
Guida parlante inglese per l’intera durata del programma
Supporto di un’assistente guida, di un cuoco e dei portatori
Mance
Due discese di rafting (esclusivamente nel periodo compreso tra la metĂ di giugno e la metĂ di settembre)
Tutte le attivitĂ descritte nel programma
Pernottamenti (in camera doppia) e pasti come descritto nell’Itinerario dettagliato
Le quote non comprendono
Tasse aeroportuali: € 365 (da confermare all’atto dell’emissione)
Iscrizione e gestione pratica: € 60
Polizza Multirischio Turismo (Annullamento, Sanitaria, Bagagli)
Pasti e bevande non menzionati nell’itinerario
Escursioni facoltative e quanto non espressamente menzionato nella voce “Le quote comprendono”
Visto d’ingresso in India (richiesta validitĂ residua del passaporto di almeno sei mesi)
Hotels
Delhi: Radisson Hotel

